Isylea

Storia

  1. La storia prima di Isylea
  2. Il lungo viaggio
  3. L'arrivo su Isylea

LA STORIA PRIMA DI ISYLEA

Secoli fa, prima di Isylea, i quattro imperi degli uomini governavano gran parte delle terre conosciute. Da tempi ancora precedenti la maestosa muraglia dell'ovest correva solida verso sud a delimitare i territori dei nani ed ogni albero della foresta del nord era intriso della magia elfica.
La palude di Koyran non era altro che un putrido covo di creature prive di legge. Per quanto gli orchi potessero essere numerosi qualsiasi loro assalto si infrangeva contro i serratissimi ranghi degli eserciti di Kurom, contro la muraglia nanica, contro la lunga gittata degli archi elfici.
Ma forse qualcuno iniziò a sottovalutarli o forse qualcosa di misterioso accadde realmente in quei malsani acquitrini.
Fino a quel momento rappresentavano un fastidio più che una minaccia, bastavano poche file di arcieri per far fuggire interi eserciti di pelleverde. Ma quando le frecce iniziarono a conficcarsi sui loro scudi, quando iniziarono a trapassare a fatica le loro armature allora i loro assalti divennero sempre più temibili. L'orgoglio fu per gli elfi un nemico ancora più grande, quando si resero conto di essere ormai incapaci di contrastare gli orchi, si ritrovarono isolati da qualsiasi possibile alleato, gli eserciti delle paludi si erano frapposti tra loro e qualsiasi salvezza. Non poterono far altro che ritirarsi sempre più a nord...

map

Dopo gli elfi caddero i loro alberi, brevemente trasformati in enormi macchine d'assedio, puntate contro le solide mura naniche. Le loro richieste d'aiuto furono poche, ma le risposte umane addirittura nulle.
Per quanta resistenza potessero opporre, la muraglia risultava troppo grande per essere difesa in ogni punto. Ci volle quasi mezzo secolo per aprire una breccia nella possente costruzione, ma quando la pietra iniziò a crollare, cadde con essa anche il regno dei nani. I quattro imperi umani erano troppo impegnati nelle loro liti per badare al destino dei nani, che ormai cercavano rifugio negli interminabili cunicoli scavati nella roccia, fuori dalla portata di qualsiasi nemico.
Kurom e Beryl erano in guerra tra loro quando gli orchi iniziarono a sciamare verso oriente, Kurom si ritrovò chiuso su due fronti e costretto ad una resa nei confronti di Beryl che gli costò gran parte delle ricchezze. Buona parte dell'esercito marciò contro gli orchi, ma più di un terzo degli uomini rimasero al fronte meridionale, temendo un tradimento da parte di Beryl. I soldati, spossati da lunghe marce, capitolarono sotto le fredde lame orchesche. Sembra che il Generale di Kurom in punto di morte aggiornò il suo diario scrivendo:
"Muoio per mano di qualcosa a me ignoto, un orco non brandisce spade di ferro."
Gli orchi invasero le terre rimaste sguarnite, a nulla valse la disperata impresa del resto dell'esercito e tantomeno la successiva resistenza da parte di Beryl. Entrambi gli imperi caddero in breve tempo.
Il Talessar e l'impero di Asterat, probabilmente spronati dal rapido declino di ogni altro esercito, strinsero una solida alleanza. Scavarono miglia e miglia di trincee, fortificarono ogni città, spesero ogni loro risorsa. I loro grandi sforzi, uniti alle notevoli capacità tattiche dei comandanti dei due eserciti, non soltanto permisero di resistere a 22 anni di assalti, ma riuscirono anche a respingerli verso nord-ovest. Seguirono 35 anni di apparente quiete, poi gli orchi tornarono a marciare ancora contro gli uomini e questa volta in maniera definitiva. Il generale Thaleron ordinò a tutta la popolazione di spostarsi verso il sud, mentre lui e il suo esercito opponevano un'estrema resistenza tra i monti della zona settentrionale della regione per poi lentamente indietreggiare loro stessi verso la costa. Gran parte della popolazione riuscì a mettersi in salvo salpando alla volta di una meta sconosciuta se non a Thaleron stesso, guidato dalla voce degli Dei.
In meno di 200 anni gli orchi avevano conquistato tutte le terre conosciute.
Brandivano armi che a loro dovevano essere sconosciute. Indossavano armature che a loro dovevano risultare ignote.
Qualsiasi cosa avvenne, è nelle profondità di Koyran che giace la verità.

IL LUNGO VIAGGIO

Nonostante i molti giorni di navigazione verso occidente, il viaggio per mare risultò più breve del previsto: gli equipaggi iniziarono a riscontrare insoliti fenomeni. Forti venti si alzarono verso oriente, rendendo inutili le vele e vanificando gli sforzi dei remi. Correnti tumultuose ed alti marosi minacciarono più volte di danneggiare gli scafi.
Sembrava che una forza misteriosa si opponesse al viaggio. Puntarono le prue verso nord, nella speranza di poter correggere la rotta nella giusta direzione appena possibile. Navigarono per giorni e giorni senza che la misteriosa forza cessasse la propria avversità, fino a giungere in vista delle coste occidentali del Gandanor.
Il lungo viaggio li aveva portati ad aggirare il principale fronte nemico, ma si trovavano ben distanti dalla salvezza. Cercando di sfruttare il vantaggio accumulato via nave decisero di affrontare il resto del viaggio via terra. Nessuno credeva davvero nella salvezza ma la risolutezza di Thaleron era per tutti fonte di una forza che riusciva a dare loro la speranza di affrontare il misterioso viaggio.
Ignorando la stanchezza, le ferite e la febbre, migliaia di uomini, donne, bambini e vecchi, facendosi carico del pesante fardello di cibo ed acqua, intrapresero il difficile viaggio verso l'incerta salvezza.
Gli orchi li raggiunsero all'alba del quarto giorno di marcia quando ormai, sfiniti dal viaggio, almeno la metà degli esuli si era lasciata morire lungo il tragitto.
Le possenti sagome scure che si stagliavano contro il sole nascente spezzarono gran parte degli animi. Ma ancora una volta la voce di Thaleron riuscì ad infondere in loro la sua inesauribile forza. Abbandonato ogni carico, li guidò in un'estenuante marcia priva di riposo, senza mai fermarsi ne voltarsi, gli occhi fissi davanti a loro, le orecchie piene delle grida orchesche.
Ogni ora li conduceva più vicini a montagne dall'aspetto possente, la natura stagliava davanti a loro una fortezza invalicabile. Senza rallentare il passo, seguendo il loro comandante, si diressero verso una stretta vallata tra i monti e soltanto li, seguendo l'esempio del generale, volsero lo sguardo.
Con estremo stupore videro gli orchi stentare.
Qualcosa, tra quelle montagne, incuteva in loro un timore tanto profondo da farli indietreggiare, da spingerli ad abbandonare la loro preda e fuggire.
La muta meraviglia fu rotta da grida di giubilo e pianto di donne, per la prima volta la parola di Thaleron non appariva soltanto come cieca fede, ma come la reale via verso la salvezza.

L'ARRIVO SU ISYLEA

map
13 a.k: (prima della fondazione di Khenam): Thaleron, dopo le visioni ispirate da Vilmis, conduce gli uomini su Isylea. Gli uomini si stabiliscono lungo le sponde del lago, che verrà successivamente denominato della Speranza.

12 a.k: forti attriti con le tribù locali di Dryma per il controllo del territorio, gli uomini dapprima si spostano verso sud, poi verso ovest non riuscendo tuttavia ad evitare lo scontro.

11 a.k: Gli attriti sfociano ben presto in una guerra, facilmente vinta grazie alla superiorità degli armamenti (ferro contro pelle e legno), i Dryma migrano verso nord-est, gli uomini si stabiliscono tra i due fiumi Layrs e Korbac.

10 a.k: Nasce il primo villaggio umano su Isylea, situato su quelle che sembrerebbero vecchie rovine. Il materiale, sopratutto grazie all'abbondanza di legname, viene sfruttato per la costruzione delle prime abitazioni.

9 a.k: Da sud una popolazione ancora più terribile ed ostile iniziò a minacciarli.
Si avvicinavano al villaggio dalla foresta, di notte, nel più assoluto silenzio, per poi fuggire rapidamente, lasciandosi dietro il sangue di coloro che provavano a difendersi. Per quanto stretta fosse la sorveglianza ogni notte qualcuno veniva trovato privo di vita, nei vicoli più stretti, nel proprio letto, nelle campagne. Chiunque fosse trovato solo veniva freddamente ucciso.

Un cospicuo contingente armato fu inviato verso la foresta, per stanare, respingere, sconfiggere il nemico. Le dure armature furono di scarso aiuto, piuttosto un impaccio tra la fitta vegetazione.
Il vento e le frecce sibilavano da ogni dove, mentre a fatica si cercava di individuare il proprio nemico tra la vegetazione e tra le fronde degli alberi. Lo scontro diretto fu breve, piombarono dalle cime degli alberi sui soldati feriti dai dardi, all'improvviso, senza il minimo preavviso.
I pochi superstiti raccontano di figure dalle sembianze femminili, forse più animali che umane.
A seguito della completa disfatta nella foresta il villaggio fu abbandonato nel 6 a.k, l'intera popolazione iniziò a viaggiare verso nord, alla disperata ricerca di un luogo amichevole.

L'insediamento fu totalmente ricostruito nel mezzo di una vasta pianura, lontano dai Dryma del nord, lontano dalle foreste del sud.

anno 0: L'insediamento, da iniziale gruppo di case di legno diviene una vera città, grazie all'abbondanza di materiali reperiti sulle montagne a nord ovest: nasce Khenam.

anno 5: Thaleron assume il titolo di Protettore.

anno 7: La città gode di una situazione di pace e tranquillità, Thaleron decide di organizzare nuovamente gli eserciti e marciare nuovamente verso il continente.

anno 8: iniziano i lavori per la costruzione di un avamposto orientale.

anno 9: Thaleron, all'età di 55 anni, ed il suo esercito riportano grandi vittorie, vincendo numerose battaglie al fronte contro gli orchi.

anno 12: viene ultimata la costruzione di Nirs, avamposto orientale a ridosso della Via degli Dei.

anno 13: Thaleron viene sconfitto in battaglia all'età di 59 anni, il suo cadavere viene perduto nella foga della battaglia.

anno 14: il cadavere di Thaleron, orribilmente mutilato, ma ancora in ottime condizioni di conservazione nonostante i diversi mesi trascorsi dalla sua morte, viene ritrovato lungo le coste meridionali. Il cadavere viene portato a Khenam e sepolto in un mausoleo dedicato a lui ed alla sua grandezza edificato distante da Khenam, oltre i fiumi, per non disturbare il suo sonno.

anno 17: numerose testimonianze assicurano di aver visto lo spirito di Thaleron aggirarsi per le pianure, iniziano a serpeggiare paure e leggende. I sacerdoti arriveranno a sigillare il mausoleo.

anno 19: la morte di Thaleron ha da tempo lasciato la città senza una guida politica. Non riuscendo a trovare un degno successore viene istituito un consiglio cittadino formato da esponenti dell'esercito e del clero. Il consiglio si instaurerà all'interno dell'abitazione privata di Thaleron, debitamente allargata, cui viene attribuito il nome di Palazzo del Protettorato.

Inizia un lungo periodo (più di mezzo secolo) esente da guerre in cui tuttavia le scarse condizioni di vita, la difficoltà ad avviare coltivazioni dal nulla, un'inesorabile carestia, l'insorgere di epidemie rischia di estinguere, dopo tanti patimenti e sofferenze per la sopravvivenza, la popolazione.

nell'anno 74 accade un evento di proporzioni inimmaginabili. Un simile intervento da parte degli Dei può essere spiegato soltanto a causa di uno squilibrio altrimenti incolmabile, in nessun testo, presente o antico che sia, è ricordato qualcosa di simili proporzioni.
La Somma Sacerdotessa della Dea Veitien a seguito di una visione, porta al rinvenimento dello Stagno dei Morti. Una miracolosa pozza d'acqua stagnante, dal cui fondo sembrano riemergere e tornare alla vita i morti.

anno 100: La popolazione umana di Isylea è ormai raddoppiata, Nirs viene ulteriormente fortificata, Khenam si espande oltre le iniziali palizzate difensive.

anno 108: La civiltà umana su Isylea, benchè esigua, raggiunge un ottimo tenore di vita ed una struttura sociale solida, iniziano le esplorazioni del continente.

anno 110: Viene individuata una grande cava, situata nel massiccio montuoso nord occidentale, ricca di pregiata pietra da costruzione.

anno 111: Prosegue con successo l'esplorazione dell'enorme massiccio montuoso, su una ricca vena di metallo viene costruita la miniera che ancora oggi fornisce grandi quantità di materiale alla città.

anno 113: Ormai esplorato tutto il versante orientale le spedizioni si addentrano maggiormente tra i monti. Per cause mai accertate spariscono nel nulla due spedizioni, probabilmente per il clima avverso.

anno 117: Vengono ritrovate alcune pietre recanti incisioni che si riveleranno estremamente antiche. Il ritrovamento viene ricollegato ai resti sfruttati per la costruzione del primo villaggio. Iniziano gli studi su questi reperti, senza riuscire a fare realmente luce sulla loro storia.

anno 119: Le esplorazioni proseguono verso nord e poi ad est, fino ad individuare il limitare del territorio attualmente controllato dalle popolazioni Dryma, si cerca di evitare il contatto.

anno 120: Un'esplorazione non autorizzata dal governo torna nelle foreste del sud. Nessuno dei partecipanti riuscì a sopravvivere e soltanto un cadavere fu ritrovato poco fuori dalla foresta: presentava profonde ferite provocate da armi non naturali.

anno 127: Lungo le sponde del Lago viene costruito un piccolo insediamento, attorno alla più vecchia stazione di posta tra Khenam e Nirs.

anno 135: Un'improvvisa epidemia dilaga tra la popolazione, infettando moltissime persone. La malattia, di carattere degenerativo, sembra portare ad un invecchiamento precoce ed inesorabile del corpo, accelerando in questo modo la morte naturale. Lo Stagno resta inerte a queste morti e nemmeno i frenetici studi riescono a portare ad una cura. Quando ormai la misteriosa malattia aveva fatto registrare una sensibile diminuzione della popolazione, regredisce fino a sparire completamente. Il morbo lascia sulla popolazione un velo di paura ed incertezza.

anno 140: Non vengono registrati ulteriori casi del morbo, ormai comunemente denominato "morbo di Jan Kramir", dal nome del medico che ne studiò molteplici aspetti.
Il pericolo sembra scongiurato.

I Dryma sono ormai stanziati nelle fredde praterie del nord, non hanno dimenticato quanto subito tanti anni addietro e non perdono occasione per manifestare il proprio rancore. Si limitano in genere a brevi incursioni, azioni di disturbo, attacchi e saccheggi a carovane. Geograficamente sono infatti molto più vicini a Nirs che non a Khenam protetta rispetto ai Dryma dalla fitta foresta ad est.

anno 156: Un inaspettato attacco dei Dryma diretto al cuore della regione umana porta ad ingenti danni nella città di Khenam, numerosi sono gli edifici distrutti o saccheggiati. L'attacco lascia impotente Nirs, incapace tanto di prevedere questo attacco quanto di respingerlo (senza una mappa alla mano resta difficile seguire simili avvicendamenti, ad ogni modo hanno dovuto fare un giro piuttosto largo per aggirare Nirs ed arrivare indisturbati fino a Khenam).
La distanza tra Khenam e Nirs non è moltissima (circa 7-8 ore di cammino sostenuto) ma allertati quando ormai l'attacco era prossimo sono giunti a scontro iniziato, hanno limitato le perdite mettendo in fuga gli attaccanti ma lo scontro ha lasciato fortemente provata Khenam.
A seguito dell'attacco un gruppo di appartenenti alla vecchia nobiltà inizia a far sentire la propria voce, stanca di una vita di stenti e privazioni, stanca di equipararsi al resto della popolazione, persone che i loro padri consideravano meno della terra su cui camminavano. Questo porterà ad una ferrea volontà di scissione.


Isylea © 2003-2017